indipendanza

poesia triste

Generale — Par indipendanza @ 11:10

qu'est-ce que c'est que l'amour? je crois que ce soit un séntiment difficile à définir, mais j'ai beaucoup aimé cette définition lue il y a pas longuetemps: c'est le "dépassement de soi".

Andare oltre il proprio ego ed unirlo, conciliarlo, modularlo assieme a quello altrui, un altro che si è scelto e che si ama.

je suis heureuse d'avoir réussi à éprouver ce sentiment, de l'avoir partagé avec autrui; je vais essayer de ne pas regretter le temps où j'ai été heureuse.

E' ovvio che dopo la potenza devastante di tale sentimento ci si senta scossi e infreddoliti, come se ci trovassimo distesi sul bagnasciuga proprio al momento del passaggio dell'onda.

La vague est arrivée, elle nous a enveloppés à son passage, cela a été intense, mais elle est déjà passée et il nous reste cette saveur aigre-douce d'eau salée sur les lèvres, un gout qui sent la nostalgie et la rancune, et le sentiment violamment éteint, qui lutte pour etre à nouveau allumé.

E così stesi, infreddoliti, ce ne stiamo seduti sul bagnasciuga a contemplare l'orizzonte, nell'attesa che un'altra onda ci coinvolga, ci inebri e ci porti più lontano.

Tu as été pour moi la vague la plus haute, la plus douce et intense et, jusqu'à present, la plus importante.

Ogni granello di sabbia che mi hai lasciato sul corpo profuma di te, e per quanto mi sforzi di levarli, qualche granello resiste addosso. Lascierò tempo allo scorrere dei giorni per scostare almeno i granelli che mi si sono aggrovigliati al cuore.

Je ne sais pas ce que tu fais maintenant, je ne veux pas connaitre la vague qui t'as ammené au loin, je sais que tu m'as abandonnée sur la plage e que seul l'écho est resté, pour me rendre ton nom, urlé avec joie pendant les jours les plus beaux.

Ora chiuderò gli occhi e respirerò profondamente, fino a che il respiro tornerà regolare e fino a quando i miei occhi torneranno asciutti.

J'ai eu de la chance car je t'ai connue, ma petite vague.

Ti ho conosciuta piccola onda, piena di gioia e di colori, gonfia e fiera mi hai saputo trasportare su lidi lontani e lì ho vissuto, prima di essere restituita alla spiaggia con la quale mi trovo a spartire la solitudine.

Il est triste de te regarder t'évanouir, te faisant de plus en plus lontaine et petite.

Devo, ora, confrontarmi con uno spazio dalle dimensioni diverse, ora che tu non occupi più lo stesso posto.

E anche se barcollo ancora un poco perché non riconosco il terreno su cui poggio i piedi ed il nuovo cammino che mi si staglia dinnanzi, ho fiducia nell'equilibrio che verrà, che altrove mi sta già aspettando, e io non lo so.



 

 


una serata senza pretese...

Generale — Par indipendanza @ 19:51

ieri è stata una serata senza pretese, organizzata all'ultimo. ma bellissima.
Un salto al microcinema "lumière" impegnato a vedere il documentario sul massacro di Jenin ( Palestina ) perpetrato nel 2003 dall'esercito israeliano, "Jenin Jenin" di Mohammad Bakri, cineasta palestinese che svela agli occhi del mondo la desolazione dell'essere umano inerme di fronte al potere della violenza, alla sua banale esecuzione. Lo fa con tatto e con delicatezza, ma con determinazione. Uscendo un'amica mi ha stretto la mano dopo aver condiviso qualche lacrima.

In questi giorni di memoria, è tanto più importante ricordare. I massacri di ieri e quelli più recenti.
Jenin Jenin. Il titolo ripete questo nome di luogo per evitare che lo faccia la storia, con un altro massacro.

Una volta usciti abbiamo discusso coi miei amici palestinesi e non. Abbiamo ascoltato, imparato, riflettuto e riso assieme.
Per non dimenticare, e per non dimenticare che la vita continua.
E che alle volte un sorriso può essere disarmante davanti alla fronte aggrottata del potere.

E' bello conoscere qualcuno che ci capisce, che ci somiglia, tornare a sorridere e sperare.
Dopo tutto questo tempo in bilico, è quello di cui avevo bisogno


l'italia non è un paese povero, è un povero paese..

Generale — Par indipendanza @ 20:11

 

 

fuggo a grenoble a riabbracciare gli amici francesi per cinque giorni, e cade il governo.
'sti italiani, non li posso perdere d'occhio manco una settimana che fanno su un casino!

ora la cosa più brutta è pensare a quello che verrà ( o peggio, a chi potrebbe RITORNARE ).
sto già pensando: clandestinità o emigrazione?


perché chi ha una mentalità progressista in italia deve sempre pensare a fare le valigie?
vorrei almeno poter dire di essere triste.
ma non che questo governo mi facesse impazzire.
era, semplicemente, il minore dei mali.


ora, assumo che vivo in un Paese di destra, e che c'è poco spazio per me
la mia scelta è sempre la stessa: restare fedele ai miei principi
agire nei luoghi della sinistra, negli spazi sociali
in quegli atolli incontaminati dalla sete di potere e dalla corruzione che caratterizza
la politica nel mio Paese.

ora però sono un po' più scoraggiata, e sola di fronte al pericolo
di un Napoleone bis, senza cavallo, ma cavaliere.


Aveva ragione M*:
la storia si ripete,

la prima volta come tragedia,
la seconda come farsa;

e la seconda può essere più grottesca della prima.

 


 


insonnia culturale

Generale — Par indipendanza @ 20:51

 

                                                                     

è quella malattia che ti assale - assieme ai sensi di colpa: avrò studiato abbastanza? accetto solo dal 25 in su! ma ci arriverò al 25? - la notte prima degli esami.

se si calcola poi che storia delle istituzioni politiche è il mio PRIMO esame, la situazione peggiora drasticamente.

se si calcola che il mio professore è temuto dall'intera facoltà, la situazione precipita.

e ora scusate, ho da leggere un paio di schemini su giusnaturalismo, giuspositivismo, carte napoleoniche, statuto albertino e compagnia cantantibus... :(

 


oggi divento grande...

Generale — Par indipendanza @ 20:26

 

                                                              

 

piccoli pensieri battuti a macchina nel giorno dei miei vent'anni.

mi volto un attimo per capire come sono arrivata a questo punto del cammino e mi chiedo:chi se lo sarebbe immaginato un percorso così a zigzag? chi si sarebbe aspettata di arrivare al "qui ed ora"?
e invece è tutto vero e sorrido. ho anche perso qualche bullone nel tragitto, ed è stato difficile reggersi in piedi a momenti.
oggi è anche il giorno del mio primo "stipendio": un assegno trimestrale concesso dalla mia scuola, piccolo piccolo certo, ma anche se non mi permette di sostentarmi è la prova che lo studio è diventato il mio impiego, il mio impegno ufficiale, e che dovrei affrontare la cosa con una certa responsabilità e consapevolezza.
questo alla faccia di tutti quei borghesucci che credono determinante che il lavoro, il sudore della fronte ti portino lontano: io ho dimostrato che lontano si può andare anche col cervello, senza la raccomandazione o gli intellettualoni in famiglia.
tutti quelli che mi circondano, e che mi hanno cresciuta, mi hanno insegnato che il lavoro è espropriazione, e che il "merito" nel sistema produttivo conta poco, che tutto quello che ti può salvare è la testa, quanto la alleni, quanto studi.
sono gli strumenti celebrali che una volta sviluppati ti permettono di capire il mondo e di vivere meglio, a parità di salario, di chi non si è mai sforzato, considerando le letture una perdita di tempo, lo studio una cosa da sfigati.

questo è per la bambina che leggeva libri e che amava studiare e che ha sorpassato tutti quelli che, troppo occupati a produrre, guadagnare e riempirsi di beni effimeri e passeggeri, l'hanno snobbata.
questo è per quella bambina che si chiedeva perché i suoi genitori, sagge formichine, non la portavano in vacanza al mare l'estate e in settimana bianca d'inverno, come TUTTI I SUOI COMPAGNI FACEVANO.
quella bambina è cresciuta e li può guardare col sorriso sicuro di chi sa da che parte sta l'errore ( e l'invidia ).

ps. grazie a tiziana, marco, annamaria, alice, francesca maria e federica per avermi tenuto compagnia in un giorno speciale, e per le belle sorprese che mi hanno offerto :)
grazie a tutti coloro che mi hanno telefonato e inviato bei messaggi di auguri!


all'ombra della Torre

Generale — Par indipendanza @ 20:25

 

                                                              

 

eccomi qui.

ritorno dopo un lungo silenzio che mi ha vista impegnata a scuola, in facoltà, in viaggio, nella ricerca di sè.
è stato un anno intenso, sofferto anche, difficile da definire.
cosa mi aspetto dal domani?
la gratificazione che merito dopo tanto studiare, viaggiare, scoprire mondi. dopo aver messo radicalmente in discussione la mia vita ed aver saputo adattarmi qui ed altrove. dopo aver fatto grosse rinunce, e stretto forte i denti.

mi auguro che quest'anno mi porti via, lontano e che mi permetta di allargare i miei orizzonti,
"verso l'infinito e oltre..."


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